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Fanali per bicicletta

Nel mercato si possono trovare migliaia di fanali a batteria e tutti si presentano potenti e super luminosi.

Adesso cerchiamo di capire come si può scegliere il fanale giusto per se.

La prima domanda è: che percorsi dobbiamo illuminare?  La risposta a questo quesito è la direzione per il nostro acquisto. I fanali possono essere utilizzati in percorsi illuminati, semi illuminati, poco illuminati o praticamente non illuminati. Se la strada che pedaliamo è illuminata la scelta ricadrà su un faro segnalatore o di poca potenza, se la strada è semi illuminata dobbiamo escludere il faro segnalatore e indirizzarci verso un fanale con fascio di luce, se la strada è poco illuminata è necessario indirizzarci verso un fanale con fascio di luce più ampio e non solo concentrato in un punto luce e se la strada è praticamente non illuminata è necessario indirizzarci verso un fanale a largo spettro di luce per poter scegliere la strada più appropriata in caso di cambi di direzione improvvisi (buche, tombini, animali o ….).

Faro segnalatore Faro a fascio concentrato Faro a largo fascio Faro ad ampio spettro
Smart segnalatore anteriore fanale 1 watt 194__IXON_Pure 192Q_IXON_IQ_schraeg_rechts

La seconda domanda è: che tempo di utilizzo mi serve? Questo quesito è necessario per evitare di acquistare un bellissimo fanale ma che ci serve solo per metà percorso oppure che dobbiamo ricordarci sempre di ricaricarlo.

La terza domanda è: quali dimensioni deve avere il fanale? Questa è più per un fattore estetico o di spazio nel manubrio. Se il fanale è del tipo a batteria normalmente viene posto nella piega del manubrio e al giorno d’oggi tra borse, gps, campanelli (sarebbero obbligatori), computer, e più ne ha più ne metta, trovare spazio diventa difficile.

La quarta domanda è: quanto devo spendere? Questa domanda è tutta da analizzare perchè un buon acquisto ci permette di evitare un secondo acquisto e quindi ulteriori costi. Non per questo siamo per chi più spende meglio acquista ma neanche che i miracoli tra costi e qualità li trovo solo io. Quindi per un buon fanale non si può spendere meno di 50 euro, per uno medio meno di 25 euro e per chi si accontenta anche meno.

 

 

LICHT24 – Busch & Müller

La ditta tedesca Busch & Müller è impegnata per la sicurezza di tutti i ciclisti. Per questo oltre a produrre veri fanali per biciclette, ricerca innovazioni tecnologiche per essere visti dagli altri frequentatori della strada.

 

Tecnologia Licht24 di Busch & Müller

 

Una tecnologia molto curiosa è rappresentata da LICHT24

Infatti se pensiamo alla durata di un giorno, troviamo la notte buia e il giorno illuminato. Ma sicuramente è di giorno che i ciclisti più diligenti vengono investiti o colpiti. Per questo l’idea di LICHT24 e cioè creare un faro che di notte illumina la strada che si percorre in bici e di giorno utilizzare la luce per farsi vedere dagli altri.

Tenere il faro acceso non è sufficiente per i tecnici di B & M, i quali hanno creato licht24. Licht24 ha raggiunto un risultato importante e migliorato l’utilizzo della bicicletta. Infatti di giorno Licht24 intensifica la potenza della luce nella zona del faro in maniera da cogliere l’attenzione degli altri frequentatori della strada e impedirgli di non vederci. Un sensore di luce automatico fa mutare la rifrazione e l’intensita della testa fanale quando il buio sopraggiunge e il faro ritorni a fare la massima luce sulla strada di notte.

Forse il video, preso dal sito ufficiale Busch & Müller, qui sotto può spiegare meglio il funzionamento.

Vedere ed essere visti in Bicicletta?

Normalmente chi esce in bicicletta non presta particolare attenzione a come è possibile vedere e farsi vedere quando sopraggiunge l’oscurità. Ma tra le due sicuramente è più importante farsi vedere per l’incolumità di tutti (ciclisti, pedoni e motorizzati).

Per un nostro piacere di pedalare anche al buio o per meglio vedere la strada che andiamo a percorrendo, dobbiamo dotare la nostra bicicletta di un adeguato sistema di fanaleria sia anteriore che posteriore. Attualmente esistono 2 differenti tipologie di fanali, quelli alimentati da Dinamo (di tipo tradizionale a rotella o inseriti nel mozzo ruota) e quelli alimentati da batteria. La migliore soluzione di illuminazione prevede l’installazione nella bicicletta di una luce con ampio raggio di illuminazione ed una seconda con una zona di illuminazione più ristretta ma potente, installata magari nel casco del ciclista. Posteriormente è bene che, oltre alla luce, vi sia anche una zona riflettente costituita da un catadiotro nel caso tardassimo ad accendere le luci.

Tra la tipologia di alimentazione consigliamo quella realizzata a mezzo dinamo al mozzo, che può fornire in alcuni modelli la luce anche a bicicletta ferma (per alcuni minuti),  mentre per il faretto supplementare al casco sarà necessario utilizzare sistemi a batterie, possibilmente ricaricabili  o con apposito pacco batterie di grossa durata.

Risolto il problema dell’illuminazione anteriore e posteriore cosa manca??

Veniamo ora al farsi vedere, che non è sicuramente di importanza inferiore rispetto al vedere. Esistono ormai da parecchio tempo indumenti realizzati appositamente per i ciclisti con loghi e bande riflettenti (come prevede la legislazione), ma lateralmente come possiamo essere visti?

Una delle soluzioni più efficaci è di poter utilizzare degli pneumatici con banda riflettente, che consente all’automobilista di vedere il ciclista nell’approssimarsi ad un incrocio. Nella gamma Schwalbe tutte le famiglie Urban Marathon Energizer hanno dei prodotti con banda laterale riflettente.

 

Bande laterali riflettenti consentono di essere visti lateralmente

 

 

 

Su normali biciclette da città, siano esse con ruote da 28″ che da 26″, la circonferenza della banda riflettente offre una notevole superficie di riflesso all’illuminazione dei fari, ciò permette di essere visti anche da notevole distanza ed evitare così spiacevoli conseguenze.

Riportiamo di seguito un video molto simpatico che rende il problema.

Che cerchio posso montare con il mio pneumatico?

Il diametro interno dello pneumatico deve corrispondere al diametro del fianco del cerchio. Per esempio, uno pneumatico da 37-622 si combina con un cerchio 622 x 19C. Il diametro interno dello pneumatico corrisponde al diametro del fianco del cerchio di 622 mm.

Inoltre, larghezza dello pneumatico e larghezza del canale del cerchio si devono combinare tra loro. La tabella sottostante illustra le possibili combinazioni tra larghezza dello pneumatico e larghezza del cerchio secondo le norme ETRTO.

La combinazione tra pneumatici extralarghi e cerchi stretti 17C e 19C è stata ufficialmente approvata dall’ETRTO già dal 2006.

Spesso è utile usare un cerchio più largo perché garantisce maggiore stabilità allo pneumatico. In questo modo la pressione di gonfiaggio può essere anche ridotta leggermente senza incombere in problemi di stabilità e di accoppiamento.

 

 

Tabella di compatibilità cerchio/pneumatico

Larghezza dello pneumatico (mm)
Larghezza del
cerchio (mm)
18 20 23 25 28 32 35 37 40 44 47 50 54 57 60 62
13C
X X X X
15C
X X X X
17C
X X X X X X X X X
19C
X X X X X X X X X X X X
21C
X X X X X X X X X X
23C
X X X X X X X X X
25C
X X X X X X X
27C
X X X X X X
29C
X X X X

 

 

Sistemi di gonfiaggio

Assieme alla borraccia, la pompa è probabilmente uno dei più vecchi accessori per bicicletta.  In tutti questi anni, la pompa,  non ha subito alcun tipo di sviluppo tecnologico ed è rimasta per molto tempo un tubo cilindrico di varie lunghezza con uno stantuffo azionato manualmente e, singolo adattatore alla valvola.

Il vero sviluppo, necessario, l’abbiamo avuto solo negli ultimi anni. Questo è stato dovuto alla commercializzazione di differenti tipologie di valvole, SV – DV – RV – AV (vedi nostro precedente articolo ) e agli pneumatici speciali che richiedono una più precisa regolazione della pressione.

Nella scelta della pompa da acquistare (non uscite MAI SENZA!!!) il fattore da considerare e la tipologia del percorso che si andrà a fare, se infatti, facciamo solo cross country o Strada,  la pompa potrà essere del tipo tradizionale da applicare al Telaio o una micro/mini pompa che può comodamente essere riposta all’interno di una delle tasche posteriori del vostro indumento tecnico.

Micro pompa solo 99mm

 

Pompa con supporto a telaio o riponibile nelle tasche

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se al contrario utilizziamo la  MTB per percorsi AM-TRAIL (più rivolti all’escursionismo), avremo con Noi quasi sempre uno zainetto, in questo caso quasi tutte le tipologie di pompe possono essere utilizzate.

Altro fattore da tenere in considerazione è il raccordo tra  pompa e valvola da gonfiare. Le valvole RV (Regina/Italiana) e SV (Sclaverand/PRESTA/Francese) possono essere gonfiate dallo stesso innesto della pompa mentre per le Valvole DV Dunlop servirà un’altro innesto come accade per le valvole AV.

Oggi, quasi tutte le pompe in commercio dispongono della possibilità di gonfiare le valvole RV/SV e DV ma non tutte possono gonfiare le valvole AV.

 

Raccordo doppia valvola per (SV-DV-RV) e AV

 

 

Risolta anche questa penultima considerazione, non ci resta che prestare attenzione al tipo di pneumatico utilizzato. Se per gonfiare un pneumatico con camera d’aria è sufficiente una qualsiasi pompa a mano, non si può dire la stessa cosa per un pneumatico Tubeless. In questo caso sarà da tenere in seria considerazione l’acquisto di un sistema di gonfiaggio più potente per esempio se portatile con bomboletta CO2 o una pompa ibrida che, oltre al funzionamento normale, offre la possibilità di inserire all’interno dello stelo una cartuccia di CO2.

 

Pompa doppio uso, a gonfiaggio tradizionale e con cartuccia di CO2 inserita all’interno

Rubinetto CO2

 

 

 

 

 

 

 

 

Altri “optionals” della pompa possono essere: la presenza di un manometro, utile per verificare immediatamente la pressione di gonfiaggio. La valvola di ritegno che blocca in posizione la pompa dopo averla inserita nella valvola. La possibilità di avere l’impugnatura ortogonale allo stelo.

 

 

Abbiamo diviso le pompe in 4 macro categorie:

 

 

 

A Pavimento, qui troviamo le classiche pompe a colonna, le portatili con piedino e le pratiche a pedale. Queste ultime sono utili per coloro che, sprovvisti di compressore, devono gonfiare uno pneumatico Tubeless, lasciando libertà di movimento alle mani.

 

 

 

 

 

Da Zaino/Telaio qui troviamo tutte le pompe di medie dimensioni con attacco al telaio ma con misure e peso abbastanza contenute, da poter essere trasportate nello zaino.

 

 

 

 

 

 

 

Tascabili, queste sono micro pompe di spinta adeguata per gonfiare uno pneumatico ma estremamente leggere e di dimensioni ridottissime, tali da poter essere inserite nelle tasche posteriori delle magliette tecniche da ciclismo o nelle borsette sottosella.

 

 

 

 

 

Speciali, qui abbiamo inserito le pompe a doppio utilizzo per il gonfiaggio Palla/Bicicletta e le pompe per le sospensioni. Quest’ultime pompe sono ultimamente molto utilizzate nel mondo MTB per il gonfiaggio sia di forcelle che ammortizzatori, sono di dimensioni contenute tali da poter essere comodamente portare nello zaino e dotate di manometro.

Carter Hebie per biciclette

La parola carter può non essere molto compresa dalle persone che non sono del settore ma corrisponde alla protezione catena.

E’ possibile trovare questo accessorio bici costruito in vari materiali: alluminio (Alu), ferro (Fe), polipropilene (Pp) o policarbonato (Pc).

Questi materiali possono subire alterazioni molecolari in base alle percentuali e aggiunte di altri materiali.

Per capirci due carter in polipropilene possono essere diversi come materiale costruttivo anche se entrambi costruiti in polipropilene.

Il produttore tedesco Hebie gmbh, grazie al suo reparto di ricerca ha raggiunto nei suoi oltre 150 anni di esperienza (fondata nel 1868) una conoscenza nella costruzione di carter assai elevata.

I test eseguiti e la diffusione nelle più provate nazioni del mondo hanno dimostrato che le caratteristiche tecniche dei prodotti non vengono alterate.

Da una nostra conoscenza abbiamo suddiviso le protezioni catena in quattro categorie:

  1. Disco corona  (figura 1)
  2. Carter Ingranaggio singolo  (figura 2)
  3. Carter Ingranaggio multiplo  (figura 3)
  4. Carter senza supporti (figura 4)
figura 1 figura 2 figura 3 figura 4
Disco protezione Hebie carter ingranaggio singolo carter ingranaggio multiplo carter senza supporti

La prima categoria rappresenta il modo più semplice e veloce per proteggersi dall’imbrattamento della catena.Queste protezioni, in polipropilene di elevata qualità, sono costruite in varie dimensioni e forme. Si possono agganciare alla guarnitura (corona anteriore) tramite una vite di fissaggio o tramite un espander nelle più moderne guarniture.

La seconda e terza categoria rappresenta il modo più sicuro ed economico per proteggersi dalla catena. Questi carter possono ripararci in modo totale o quasi dal movimento della trasmissione. Possiamo trovare dimensioni e forme diverse in modo da soddisfare tutte le esigenze di sistema cambio. Disponibile per equipaggiare la bicicletta con cambio interno o esterno e con rapporti anteriori da 33 denti a 48 denti.

La quarta categoria rappresenta il Top della tecnica di progettazione e design. Il brevetto copre l’intero pianeta. Nessun carter prima del Chainglider Hebie disponeva di tale soluzione. Grazie alla qualità del materiale utilizzato è stato possibile realizzare un rivestimento ad incastro per la catena che viene autocentrato dalla forza centrifuga del movimento pedali, non avendo così bisogno di sostegni fissi. Il materiale con cui è costruito il Chainglider non grava sull’attrito di contatto catena/carter.

Istalla un carter Hebie per non avere problemi di rotture nel tempo e per dare un segno di pregio alla tua bicicletta.

 

 

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