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Vedere ed essere visti in Bicicletta?

Normalmente chi esce in bicicletta non presta particolare attenzione a come è possibile vedere e farsi vedere quando sopraggiunge l’oscurità. Ma tra le due sicuramente è più importante farsi vedere per l’incolumità di tutti (ciclisti, pedoni e motorizzati).

Per un nostro piacere di pedalare anche al buio o per meglio vedere la strada che andiamo a percorrendo, dobbiamo dotare la nostra bicicletta di un adeguato sistema di fanaleria sia anteriore che posteriore. Attualmente esistono 2 differenti tipologie di fanali, quelli alimentati da Dinamo (di tipo tradizionale a rotella o inseriti nel mozzo ruota) e quelli alimentati da batteria. La migliore soluzione di illuminazione prevede l’installazione nella bicicletta di una luce con ampio raggio di illuminazione ed una seconda con una zona di illuminazione più ristretta ma potente, installata magari nel casco del ciclista. Posteriormente è bene che, oltre alla luce, vi sia anche una zona riflettente costituita da un catadiotro nel caso tardassimo ad accendere le luci.

Tra la tipologia di alimentazione consigliamo quella realizzata a mezzo dinamo al mozzo, che può fornire in alcuni modelli la luce anche a bicicletta ferma (per alcuni minuti),  mentre per il faretto supplementare al casco sarà necessario utilizzare sistemi a batterie, possibilmente ricaricabili  o con apposito pacco batterie di grossa durata.

Risolto il problema dell’illuminazione anteriore e posteriore cosa manca??

Veniamo ora al farsi vedere, che non è sicuramente di importanza inferiore rispetto al vedere. Esistono ormai da parecchio tempo indumenti realizzati appositamente per i ciclisti con loghi e bande riflettenti (come prevede la legislazione), ma lateralmente come possiamo essere visti?

Una delle soluzioni più efficaci è di poter utilizzare degli pneumatici con banda riflettente, che consente all’automobilista di vedere il ciclista nell’approssimarsi ad un incrocio. Nella gamma Schwalbe tutte le famiglie Urban Marathon Energizer hanno dei prodotti con banda laterale riflettente.

 

Bande laterali riflettenti consentono di essere visti lateralmente

 

 

 

Su normali biciclette da città, siano esse con ruote da 28″ che da 26″, la circonferenza della banda riflettente offre una notevole superficie di riflesso all’illuminazione dei fari, ciò permette di essere visti anche da notevole distanza ed evitare così spiacevoli conseguenze.

Riportiamo di seguito un video molto simpatico che rende il problema.

Che cerchio posso montare con il mio pneumatico?

Il diametro interno dello pneumatico deve corrispondere al diametro del fianco del cerchio. Per esempio, uno pneumatico da 37-622 si combina con un cerchio 622 x 19C. Il diametro interno dello pneumatico corrisponde al diametro del fianco del cerchio di 622 mm.

Inoltre, larghezza dello pneumatico e larghezza del canale del cerchio si devono combinare tra loro. La tabella sottostante illustra le possibili combinazioni tra larghezza dello pneumatico e larghezza del cerchio secondo le norme ETRTO.

La combinazione tra pneumatici extralarghi e cerchi stretti 17C e 19C è stata ufficialmente approvata dall’ETRTO già dal 2006.

Spesso è utile usare un cerchio più largo perché garantisce maggiore stabilità allo pneumatico. In questo modo la pressione di gonfiaggio può essere anche ridotta leggermente senza incombere in problemi di stabilità e di accoppiamento.

 

 

Tabella di compatibilità cerchio/pneumatico

Larghezza dello pneumatico (mm)
Larghezza del
cerchio (mm)
18 20 23 25 28 32 35 37 40 44 47 50 54 57 60 62
13C
X X X X
15C
X X X X
17C
X X X X X X X X X
19C
X X X X X X X X X X X X
21C
X X X X X X X X X X
23C
X X X X X X X X X
25C
X X X X X X X
27C
X X X X X X
29C
X X X X

 

 

Sistemi di gonfiaggio

Assieme alla borraccia, la pompa è probabilmente uno dei più vecchi accessori per bicicletta.  In tutti questi anni, la pompa,  non ha subito alcun tipo di sviluppo tecnologico ed è rimasta per molto tempo un tubo cilindrico di varie lunghezza con uno stantuffo azionato manualmente e, singolo adattatore alla valvola.

Il vero sviluppo, necessario, l’abbiamo avuto solo negli ultimi anni. Questo è stato dovuto alla commercializzazione di differenti tipologie di valvole, SV – DV – RV – AV (vedi nostro precedente articolo ) e agli pneumatici speciali che richiedono una più precisa regolazione della pressione.

Nella scelta della pompa da acquistare (non uscite MAI SENZA!!!) il fattore da considerare e la tipologia del percorso che si andrà a fare, se infatti, facciamo solo cross country o Strada,  la pompa potrà essere del tipo tradizionale da applicare al Telaio o una micro/mini pompa che può comodamente essere riposta all’interno di una delle tasche posteriori del vostro indumento tecnico.

Micro pompa solo 99mm

 

Pompa con supporto a telaio o riponibile nelle tasche

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se al contrario utilizziamo la  MTB per percorsi AM-TRAIL (più rivolti all’escursionismo), avremo con Noi quasi sempre uno zainetto, in questo caso quasi tutte le tipologie di pompe possono essere utilizzate.

Altro fattore da tenere in considerazione è il raccordo tra  pompa e valvola da gonfiare. Le valvole RV (Regina/Italiana) e SV (Sclaverand/PRESTA/Francese) possono essere gonfiate dallo stesso innesto della pompa mentre per le Valvole DV Dunlop servirà un’altro innesto come accade per le valvole AV.

Oggi, quasi tutte le pompe in commercio dispongono della possibilità di gonfiare le valvole RV/SV e DV ma non tutte possono gonfiare le valvole AV.

 

Raccordo doppia valvola per (SV-DV-RV) e AV

 

 

Risolta anche questa penultima considerazione, non ci resta che prestare attenzione al tipo di pneumatico utilizzato. Se per gonfiare un pneumatico con camera d’aria è sufficiente una qualsiasi pompa a mano, non si può dire la stessa cosa per un pneumatico Tubeless. In questo caso sarà da tenere in seria considerazione l’acquisto di un sistema di gonfiaggio più potente per esempio se portatile con bomboletta CO2 o una pompa ibrida che, oltre al funzionamento normale, offre la possibilità di inserire all’interno dello stelo una cartuccia di CO2.

 

Pompa doppio uso, a gonfiaggio tradizionale e con cartuccia di CO2 inserita all’interno

Rubinetto CO2

 

 

 

 

 

 

 

 

Altri “optionals” della pompa possono essere: la presenza di un manometro, utile per verificare immediatamente la pressione di gonfiaggio. La valvola di ritegno che blocca in posizione la pompa dopo averla inserita nella valvola. La possibilità di avere l’impugnatura ortogonale allo stelo.

 

 

Abbiamo diviso le pompe in 4 macro categorie:

 

 

 

A Pavimento, qui troviamo le classiche pompe a colonna, le portatili con piedino e le pratiche a pedale. Queste ultime sono utili per coloro che, sprovvisti di compressore, devono gonfiare uno pneumatico Tubeless, lasciando libertà di movimento alle mani.

 

 

 

 

 

Da Zaino/Telaio qui troviamo tutte le pompe di medie dimensioni con attacco al telaio ma con misure e peso abbastanza contenute, da poter essere trasportate nello zaino.

 

 

 

 

 

 

 

Tascabili, queste sono micro pompe di spinta adeguata per gonfiare uno pneumatico ma estremamente leggere e di dimensioni ridottissime, tali da poter essere inserite nelle tasche posteriori delle magliette tecniche da ciclismo o nelle borsette sottosella.

 

 

 

 

 

Speciali, qui abbiamo inserito le pompe a doppio utilizzo per il gonfiaggio Palla/Bicicletta e le pompe per le sospensioni. Quest’ultime pompe sono ultimamente molto utilizzate nel mondo MTB per il gonfiaggio sia di forcelle che ammortizzatori, sono di dimensioni contenute tali da poter essere comodamente portare nello zaino e dotate di manometro.

Carter Hebie per biciclette

La parola carter può non essere molto compresa dalle persone che non sono del settore ma corrisponde alla protezione catena.

E’ possibile trovare questo accessorio bici costruito in vari materiali: alluminio (Alu), ferro (Fe), polipropilene (Pp) o policarbonato (Pc).

Questi materiali possono subire alterazioni molecolari in base alle percentuali e aggiunte di altri materiali.

Per capirci due carter in polipropilene possono essere diversi come materiale costruttivo anche se entrambi costruiti in polipropilene.

Il produttore tedesco Hebie gmbh, grazie al suo reparto di ricerca ha raggiunto nei suoi oltre 150 anni di esperienza (fondata nel 1868) una conoscenza nella costruzione di carter assai elevata.

I test eseguiti e la diffusione nelle più provate nazioni del mondo hanno dimostrato che le caratteristiche tecniche dei prodotti non vengono alterate.

Da una nostra conoscenza abbiamo suddiviso le protezioni catena in quattro categorie:

  1. Disco corona  (figura 1)
  2. Carter Ingranaggio singolo  (figura 2)
  3. Carter Ingranaggio multiplo  (figura 3)
  4. Carter senza supporti (figura 4)
figura 1 figura 2 figura 3 figura 4
Disco protezione Hebie carter ingranaggio singolo carter ingranaggio multiplo carter senza supporti

La prima categoria rappresenta il modo più semplice e veloce per proteggersi dall’imbrattamento della catena.Queste protezioni, in polipropilene di elevata qualità, sono costruite in varie dimensioni e forme. Si possono agganciare alla guarnitura (corona anteriore) tramite una vite di fissaggio o tramite un espander nelle più moderne guarniture.

La seconda e terza categoria rappresenta il modo più sicuro ed economico per proteggersi dalla catena. Questi carter possono ripararci in modo totale o quasi dal movimento della trasmissione. Possiamo trovare dimensioni e forme diverse in modo da soddisfare tutte le esigenze di sistema cambio. Disponibile per equipaggiare la bicicletta con cambio interno o esterno e con rapporti anteriori da 33 denti a 48 denti.

La quarta categoria rappresenta il Top della tecnica di progettazione e design. Il brevetto copre l’intero pianeta. Nessun carter prima del Chainglider Hebie disponeva di tale soluzione. Grazie alla qualità del materiale utilizzato è stato possibile realizzare un rivestimento ad incastro per la catena che viene autocentrato dalla forza centrifuga del movimento pedali, non avendo così bisogno di sostegni fissi. Il materiale con cui è costruito il Chainglider non grava sull’attrito di contatto catena/carter.

Istalla un carter Hebie per non avere problemi di rotture nel tempo e per dare un segno di pregio alla tua bicicletta.

 

 

Assicura la Tua bicicletta…

Quando qualcosa di nostra proprietà diventa importante anzi vitale per la vita di tutti i giorni, giustamente cerchiamo di proteggerla in tutti i modi, ciò vale per la casa, per l’auto, la moto e naturalmente anche per la bicicletta.

Se per la casa, auto e moto possiamo disporre di antifurto più o meno tecnologici, per la bicicletta dobbiamo rivolgerci a mezzi meccanici. Diciamo subito che, se un ladro ti vuol rubare qualche cosa, non sarà certo un antifurto a fermarlo, dobbiamo dunque rivolgere la nostra attenzione a trovare soluzioni che complichino l’operazione di furto, sperando che il ladro possa decidere di desistere per mancanza di tempo.

Il deterrente principale al furto è dunque il lucchetto, realizzato in molte forme e di molti materiali differenti, con combinazione o chiave, lungo o corto, a fili spiralati o anelli di catena o ancora tubi pieni con forma ad U.

 

Classico lucchetto a Ferro di Cavallo

 

 

Il principale lucchetto, diciamo pure il più vecchio è il classico a forma ad arco o ferro di cavallo, installato nella ruota posteriore (molte volte di serie sulle bici) e che ne blocca la rotazione della stessa. Purtroppo questo sistema non blocca il prelievo della bicicletta ma solamente il movimento su ruota della stessa in quanto blocca la ruota posteriore al telaio impedendone la rotazione. E’ comunque un utile sistema di prevenzione da associare sempre ad un altro sistema di antifurto.

 

 

 

 

Lucchetto a Spirale

 

 

Il Lucchetto a spirale è un insieme di fili intrecciati tra di loro, la sezione del cavo che ne risulta non è molto grande e può per questo essere facilmente tagliato con delle cesoie. E’ però una ottima soluzione per le brevi soste  (magari unita al lucchetto a forma ad U), dal peso esiguo, con possibilità di chiusura a combinazione o chiave.

 

 

 

 

 

Lucchetto a catena Cementata con doppio perno

 

 

Il lucchetto con catena di maglie (possibilmente molto strette), risulta essere un discreto deterrente al furto, è abbastanza pesante da trasportare ma può normalmente ancorare la bicicletta al telaio e ruota, dato la lunghezza della catena. La tipologia di materiale utilizzato per la fabbricazione degli anelli, ne determina (oltre alla lunghezza delle maglie) la difficoltà di taglio con cesoie. Ultimamente hanno trovato sempre più spazio i lucchetti con catena cementata (di difficoltoso taglio) e con 1 o 2 perni di chiusura.

 

 

 

 

Lucchetto Pitone

 

Il lucchetto a “Pitone” è realizzato con una particolare struttura a cilindri, di notevole peso, ma utilizzabile ovunque, è dotato di chiave speciale per la chiusura/apertura. Questo lucchetto risulta essere particolarmente difficile da tagliare, ne consegue che il suo utilizzo ideale è per le soste lunghe anche per l’intera giornata.

 

 

 

 

Lucchetto a U

 

 

Il lucchetto con forma ad U è realizzato con una robusta struttura in acciaio cementato, estremamente difficile da tagliare con delle cesoie (anche di notevoli dimensioni). E’ il lucchetto ideale per le soste lunghe notte compresa, unito ad un lucchetto a pitone o catena cementata, rappresenta un grosso ostacolo al furto del vostro mezzo.

 

 

 

Alcuni consigli sull’utilizzo dei lucchetti:

Consigliamo di utilizzare sempre 2 lucchetti 2 buone soluzioni possono essere 1 lucchetto pitone + 1 lucchetto a ferro di cavallo (se in dotazione con la bicicletta) o in alternativa 1 lucchetto pitone e 1 lucchetto a spirale.

Ove possibile fissare la bicicletta al telaio e ruota posteriore ad una barra o inferiata a muro con il secondo lucchetto (tipo a spirale) fissare la ruota anteriore sempre ad una barra o rastrelliera per bici.

La miglior soluzione di bloccaggio risulta essere, quella che prevede l’utilizzo di un lucchetto con forma a U che fissi a muro o inferiata il telaio e ruota posteriore, mentre il secondo lucchetto (catena cementata) viene utilizzato per fissare la ruota anteriore (smontata dalla forcella) a quella posteriore ed al telaio. E’ una soluzione un po’ estrema ma può far propendere la scelta del ladro verso la bici a fianco 🙂 .

Il mondo elettrico

Crisi, crisi, crisi, la benzina aumenta non corrisposta dall’aumento dello stipendio. Probabilmente la crisi unita ad una maggiore consapevolezza su cosa significhi vivere una vita più sana, ha fatto si che nel 2011 le vendite delle biciclette hanno superato quelle delle auto. Il sorpasso seppur piccolo c’è stato, ciò può far riflettere su come, anche noi italiani, alla fine siamo arrivati a capire che la bicicletta è, ovviamente, estremamente economica, e soprattutto salutare. Un buon contributo a questo avvenimento l’hanno dato sicuramente le Biciclette a Pedalata Assistita (PEDELEC), acquistate maggiormente (al momento) da persone over 60 e da tutto quel grande bacino d’utenza che sono i pendolari a breve/media tratta (5-20 Km).

Ecco dunque il proliferarsi di nuovi e sempre più capaci modelli di PEDELEC, con percorrenze Km sempre più prossime ai 100km con singola carica (nei modelli TOP), con varie tipologie di motore.

Nel nostro listino le PEDELEC PANTHER / KONIG possono essere acquistate con motore al mozzo Anteriore, al movimento Centrale, o al mozzo Posteriore. Solitamente le biciclette con motore al mozzo anteriore sono utilizzate su modelli CITY BIKE mentre quelle al movimento centrale o mozzo posteriore sono utilizzate per Trekking e/o MTB.

 

Mod. AMERICA con motore al mozzo anteriore percorribilità media 50Km

BOSCH con motore al movimento centrale percorribilità media 80km

Cross/MTB con motore al mozzo posteriore percorribilità media 40Km

 

 

 

Quando parliamo di PEDELEC 2 sono le domande più ricorrenti, “Quanti km fa?” e “Quanto pesa?”.

Alla prima domanda è d’obbligo rispondere, dipende dalla potenza del motore e dalla capacità stessa della batteria, alla seconda domanda si potrebbe rispondere in egual modo in quanto (anche se non direttamente collegati) i due elementi Motore e Batteria influenzano sia la percorrenza che il peso. Ciò che non si va mai a vedere e sottolineiamo MAI sono tutte le altri componenti della bicicletta che servono al movimento, mozzi, pneumatici, cambio, ecc. Una minore resistenza all’avanzamento contribuisce, infatti in modo determinante, all’aumento della percorribilità di una PEDELEC risparmiando energia e mettendo meno sotto sforzo il motore stesso.

Quando si prova una PEDELEC, la prima prova dovrebbe essere effettuata in presenza di motore e batteria ma spento, ciò ci consente di apprezzare l’eventuale scorrevolezza del Mezzo e solo successivamente con motore acceso. La maggior scorrevolezza può essere realizzata adottando mozzi con cuscinetti di qualità, così come gli pneumatici. Relativamente agli pneumatici nella gamma SCHWALBE sono stati sviluppati degli specifici modelli per le PEDELEC che garantiscono oltre ad una buona scorrevolezza di marcia anche un notevole grip in curva. Non dobbiamo infatti dimenticarci, che la percorribilità in curva di una PEDELEC è normalmente superiore a quella di una bicicletta tradizionale,  il motore infatti spinge sempre fino a 25 Km/h se il pedale viene fatto girare.

La serie di pneumatici SCHWALBE per le PEDELEC è la ENERGIZER realizzata in 4 modelli:

 

Energizer PRO

 

 

Energizer PRO la versione più sportiva, capace di mantenere più a lungo le prestazioni della batteria, realizzato con carcassa leggera e flessibile, cintura di protezione RaceGuard e fianchi LiteSkin.

 

 

 

 

 

 

 

 

Energizer Plus

 

 

Energizer PLUS dotato di protezione GreenGuard da 3mm, straordinario contro le forature

 

 

 

 

Energizer Plus Tour

 

Energizer PLUS TOUR realizzazione e protezione identica al modello PLUS ma con il battistrada maggiormente scolpito per i vostri viaggi più lunghi anche su terreni accidentati.

 

 

 

 

 

 

Energizer

 

Energizer Il capostipite della gamma con cintura di protezione Kevlar Guard e fianchi LiteSkin.

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